dicono di lui

 

Aldo Torsoli è stato, in Italia, il riconosciuto fondatore della moderna Gastroenterologia. E’ riuscito a portare in questa disciplina una serie di nuove componenti scientifiche che ne hanno determinato una notevole forza, con l’allargamento delle possibilità di azione nella diagnostica e nella terapia.   

L’influenza del prestigio raggiunto dalla sua Scuola è stata esercitata ad ampio raggio, con molte affermazioni anche a livello internazionale.
Scrive Aldo Torsoli – a proposito della “gara” con la Scuola Gastroenterologica di Bologna – che in quel periodo faceva capo a Luigi Barbara e ancor prima a Giuseppe Labò: “Ci davamo tuttavia delle arie, persuasi, come eravamo, che Bologna e Roma fossero i più avanzati centri di Gastroenterologia d’Italia. Tra i nostri due gruppi c’era una specie di gara: noi ammiravamo spesso la tempestività con la quale loro coglievano i temi di maggiore sviluppo nel futuro, e la massa di lavoro clinico e sperimentale che ne seguiva: c’era molto da imparare”.
La passione per la ricerca e l’insegnamento che si giovava dalla sua ricca, fluida parlata toscana, rendevano convincente il suo discorso sui vari argomenti di Gastroenterologia e di cultura in generale. Prima le “Riunioni Romane di Gastroenterologia”  cui seguirono tante altre iniziative fino alla splendida Rivista “Italian Journal of Gastroenterology”, nella quale trasferì le sue capacità di appassionato di grafica bodoniana.
    Il suo grande interesse per l'educazione medica si espresse in pieno con la creazione della bella rivista “Medic” e del Canale Parallelo Romano, un corso di laurea sperimentale presso l'Università “La Sapienza”. Qualche anno prima, sempre con lo scopo di promuovere la formazione medica nel suo Paese, aveva creato la FIMAD, Fondazione Italiana per le Malattie dell'Apparato Digerente, del Fegato e del Pancreas, ormai nota come Fondazione Aldo Torsoli.
Lavorava moltissimo, sempre con vivo interesse e senza risparmiarsi mai: la sua giornata poteva essere interminabile. Anna, e poi Albertina, non c’erano ancora, per cui la sua vita era totalmente dedicata al lavoro, sempre lieto, positivo, senza mugugni, talora tagliente nelle critiche esortative volte a migliorare le cose.

Aldo Torsoli era realmente “posseduto” dalle sue iniziative che sono state moltissime, dalle sue passioni che nascevano e si sviluppavano nell’ambito del suo lavoro: queste venivano realizzate insieme ai suoi collaboratori che seguivano le sue “avventure”.
Non era semplice coinvolgere questi “compagni di lavoro”  che dovevano tenere il suo passo, che era incalzante e senza soste.
“Amici Miei - Compagni di lavoro” un piccolo libro scritto da Aldo Torsoli nel 1998 e dedicato ai suoi collaboratori, rivela tutta la passione e l’affetto per il gruppo di lavoro che era riuscito a formare.
Il suo slancio e le sue passioni potevano anche sembrare ingenue, il suo ardore  eccessivo: tutto originava dal desiderio di far crescere il suo gruppo di lavoro, la sua Facoltà, la sua Università, la ricerca scientifica italiana. Nascevano in lui inattese delusioni dovute a  quella  sua grande buona fede che lo portava ad amare il prossimo e non essere diffidente. Egli non apprezzava la furbizia, ritenendola caratteristica deteriore nel carattere delle persone.
La sua lealtà gli procurava prevedibili amarezze. Amava i semplici, i puri di cuore, le persone buone e laboriose, così come amava l’ordine e odiava lo spreco, la dissipazione, anche del tempo: le ore della giornata dovevano essere dense di risultati, fruttuose.

Le sue origini familiari lo portavano ad essere un convinto ammiratore delle virtù proprie dei militari. Era un uomo rigoroso, con mentalità laica e ghibellina, quasi calvinista e non poteva, anche sforzandosi, accettare il costume permissivo e perdonista di noi italiani con impronta e cultura cattolica. Amava le regole, avrebbe voluto che le leggi del suo Paese fossero sempre rispettate, possedendo un forte senso della legalità e della Patria, disprezzando il pressapochismo.


Amava la democrazia liberale ma detestava lo sperpero della “politica delle chiacchiere”, sentendo, forte, il bisogno di quell’ordine che la democrazia italiana (della quale, comunque, apprezzava la presenza nella vita politica del Paese, avendo conosciuto la tragedia della guerra nata dal Fascismo) non riusciva più a dare ai cittadini.


Aldo Torsoli aveva conosciuto nel mondo i Paesi dove la democrazia è ordine e non prescinde dal rispetto delle regole e quindi dalla corretta applicazione delle leggi. Era un profondo assertore del valore della legalità contro quella illegalità diffusa che oggi caratterizza questa fase politica del nostro Paese.

Aldo Torsoli era un toscano autentico, “di terra”, impastato di una storia che proveniva da tradizioni semplici e forti, radicate, con sovrastrutture di raffinata cultura, arte, filosofia, letteratura, storia, tanta storia.

Tra i suoi riferimenti storici c’era il grande statista Winston Churchill perché questo personaggio racchiudeva in sé molte qualità: il forte carattere, l’eccezionale capacità politica, il gusto letterario, lo stile di un grande popolo che aveva saputo insegnare a tutto il mondo come si fa ad essere veramente stato, Nazione.

Il suo stile di scrittura, asciutto e calibrato, vicino a quello anglo-sassone, sembrava un perfetto connubio tra la grande civiltà della sua terra di Toscana e la semplicità, la chiarezza e la concretezza della migliore cultura inglese della quale era un appassionato conoscitore.

Torsoli è riuscito ad esprimersi  brillantemente anche attraverso la pittura che appare semplice ma lineare, con influenze di scuole pittoriche del ‘900.     In quelle tele ha trasferito i colori dei paesaggi della sua amata Basilicata, di Maratea, di “Cersuta la bella” come egli aveva ribattezzato quell’angolo di paradiso dove, con Anna, aveva fatto ristrutturare una bellissima villa sul mare. Maratea, la Basilicata sono state un amore grande e maturo che è sembrato nascere anche dal bisogno di tornare indietro nel tempo, nella storia, verso quella amata Italia antica che andava ormai scomparendo.
In questi luoghi egli ha cercato “proustianamente” di riscoprire il “tempo perduto”.
Aldo Torsoli ha concluso la sua vita con tutto lo stoicismo e la dignità di cui era capace. 

Prof. Martino Bonomo
Università di Bari

 

Nel periodo passato con il Professore il suo entusiasmo è stato un invito permanente a partecipare alle sue iniziative continue, condividere la sua curiosità, a realizzare insieme i problemi, ad essere parte di un progetto innovativo” 

Prof. Corrado Colagrande

 

“Aldo Torsoli si distingueva dai suoi colleghi per l’approccio alla Radiologia che i più consideravano come la semplice capacità di riconoscere un segno e di interpretare una lastra; per lui era importante risalire al meccanismo  di formazione di quei segni  che una volta noti induce alla ricerca di altri dati che potevano confermare, o talvolta escludere, una diagnosi.
Dal Prof. Torsoli ho, tra l’altro, imparato l’entusiasmo e l’importanza della curiosità”

Prof.ssa  Maria Letizia Ramorino

 

“…..Nello studio e nella ricerca, negli encomi e nei rimproveri, nel lavoro duro come nei momenti di riposo e di festa, sempre tutti noi abbiamo conosciuto in lui lo stile ed il carisma del Maestro”

Prof. Paolo Arullani

 

“La sua abilità nel  coinvolgere gli altri in una sua idea ha portato il suo gruppo ad affermarsi, a produrre scientificamente: tutti quelli che hanno lavorato con lui hanno ricevuto un imprinting e lo ricordano…”

Prof.ssa Irene Habib


Eventi

ROME FOUNDATION – ALDO TORSOLI FOUNDATION RESEARCH AWARD 2020

We are pleased to announce a joint award from Rome Foundation with the Aldo Torsoli Foundation in the area of Functional GI Disorders.

 

9TH MEETING PROBIOTICS, PREBIOTICS & NEW FOODS, NUTRACEUTICALS AND BOTANICALS FOR NUTRITION & HUMAN AND MICROBIOTA HEALTH


Roma 10/12 Settembre 2017


Sede del Meeting:
Università Urbaniana, Terminal Gianicolo Via Urbano VIII - 16, 00165

 

I CONGRESSO NAZIONALE SINuC

 

si terrà a Roma dall' 8 al 10 giugno 2016 presso il NH Collection Vittorio Veneto

 

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